scicli modica ragusa

2 – 3 Aprile 2016 – Cavalcata  di San Giuseppe a Scicli e visita Modica 

                                                                                 PROGRAMMA

02.04.2016 Partenza da Palermo e arrivo a Modica, sistemazione in hotel, pranzo  e visita della Citta di Modica; in serata trasferimento a Scicli per assistere alla presentazione e alla sfilata dei cavalli con le loro bardature e all’accensione della pagghiara . cena libera e rientro in hotel  in tarda serata.

03.04.2016 Prima colazione in hotel e partenza per Scicli per potere ammirare le bardature dei cavalli con la luce del giorno; visita della città di Scicli , rientro in hotel per il pranzo. Rientro a Palermo in serata.

LA STORIA

Festa famosa  della zona per le sue caratteristiche, richiama visitatori da ogni  parte della Sicilia; di origine medievale per propiziare un buon raccolto, gradualmente è stata “assimilata” dal Cristianesimo per farne una festa religiosa in onore del Santo Patriarca. Conosciuta e ammirata per le  straordinarie bardature dei cavalli, la cui lunga e accurata preparazione avviene nei “dammusi” (ambienti a pianterreno delle abitazioni) grazie ad un gran numero di persone, che in  tempi remoti su una orditura di rami di palme oggi l sostituiti dalla tela di juta, intesse migliaia di violaciocche (u bàlucu), componendo magnifici “quadretti” raffiguranti la Sacra Famiglia e svariati simboli sacri.
I cavalli così bardati, montati da cavalieri vestiti con i caratteristici costumi della tradizione contadina, muovono da un unico punto di raccolta, in prossimità della piazza principale della città, dirigendosi verso il sagrato della chiesa dedicata al Santo, ove saranno giudicati da  una commissione esterna per la loro originalità. Subito dopo, in un tripudio di suoni e al grido di “PATRIA’ – PATRIA’ -PATRIARCA!, il coloratissimo corteo, con la Sacra Famiglia in testa, si snoda per le vie della città dove, in vari punti e quartieri sono accesi i “pagghiara”, falo‘ attorno ai quali si raccoglie la gente del vicinato in attesa del passaggio della “Sacra Famiglia”.
Ad accrescere la suggestione della caratteristica sfilata poi, i“ciaccari”: fasci di ampelodesmo che i cavalieri e la gente del popolo tengono in mano, accesi, per “far luce” alla Santa Famiglia.
Oltre il fatto religioso, aggiunge colore al folklore la competizione trai gruppi dei “bardatori”, i partecipanti che, nella “gara” mettono  il massimo impegno nel realizzare manufatti di altissimo pregio artistico ed artigianale.
I cavalieri indossano pantaloni e gilet di velluto nero, camicia bianca ricamata, fascia multicolore intessuta ai fianchi, fazzoletto rosso al collo e ancora buna festa religiosa in onore del Santo urritta, stivali e pipa di canna; ogni cavallo viene “scortato” da altri personaggi, che durante la serata si alternano lungo il corteo.
Negli  anni questa manifestazione si è un po’ “snaturata”, essendosi dovuta adattare alle mutate condizioni ambientali dalla città. Infatti per motivi di sicurezza legati al passaggio sotterraneo delle condutture di gas  non consente più gli enormi falò, che si accendevano al passaggio della Sacra Famiglia e dove venivano arrostite succulente pietanze a base di carne. Restano tuttavia, intatti, gli elementi dell’antico rito e con essi il fascino e la suggestione della “festa” : il fuoco, come elemento sacro, dal chiaro significato catartico; la violaciocca, fiore primaverile, per celebrare la fine dei rigori invernali e il risveglio della vita, il fascino di un evento dalle forti connotazioni aggreganti, nel quale l’intera comunità cittadina, ancora oggi, si riconosce .

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