Pietraperzia

Pietraperzia (En), un piccolo paese da visitare 

Gradevolissimo centro dell’ennese, ben curato, con una calorosa accoglienza, il Comune di Pietraperzia è stato una  piacevole esperienza.

L’antico nome del paese è Petra, popolata dai Sicani che controllavano il fiume Himera inferiore (più il Salso) dalla sua “porta” di ingresso costituita da Sabucina e Capodarso su cui Petra domina come una fortezza.

A Pietraperzia è stata poi trasferita la popolazione di una colonia di Siracusa in Calabria chiamata Caulonia. Petra è citata da Cicerone nelle Verrine. Pietraperzia deve ai Romani il suo nome e ai Normanni, guidati dalla nobile famiglia Barresi, la sua prosperità.

Abbo Barresi, il capostipide della famiglia Barresi, edificò il Castello Normanno di Pietraperzia di cui oggi purtroppo rimangono delle rovine, tranne per una parte ove è possibile visitare una interessante collezione fotografica.

L’illustre scultore Antonello Gagini per la famiglia Barresi realizzò nel 1523 i sarcofagi marmorei custoditi nella navata sinistra della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Pietraperzia e nel 1527 alcuni preziosi manufatti marmorei per il Castello.

affascinanti sono i  festeggianti pasquali in  particolare il venerdì santo con “lu Signuri di li fasci”

L’anima di “lu Signuri di li fasci” è una trave di legno di cipresso, terminante a croce. La trave è alta metri 8,50 con tutta “la vara”. Essa viene portata all’esterno della chiesa del Carmine (dove ha sede) verso il tramonto del sole. Nella parte alta della trave viene apposto una struttura metallica di forma circolare. Di lì a poco i fedeli si avvicinano alla croce e cominciano ad annodare al cerchio numerosissime fasce di tela di lino bianche della lunghezza di circa 32 metri e della larghezza di circa 40 centimetri. Per annodare la sua fascia il fedele deve presentare ai confrati responsabi1i un biglietto di iscrizione che serve per registrare il numero delle fasce.La funzione delle fasce sarà quella di consentire ai fedeli di mantenere in equilibrio la lunga asta di legno lungo il percorso processionale.
Intanto, all’interno della chiesa del Carmine, si svolge un altro atto tradizionale: un componente della confraternita tutto il pomeriggio è impegnato a stendere, sul corpo del Crocifisso, dei nastrini rossi, detti “misureddi” (piccole misure) che così benedetti, vengono, legati dai fedeli all’avambraccio o alla caviglia.
Poco prima dell’inizio della processione, viene posto in cima alla croce, Crocifisso antico e miracoloso.

Il nostro viaggio al paese di Pietraperzia è poi terminato con una gradevole fiera dell’artigianato e dei prodotti locali.

Con di consueto, qui di seguito le mie foto.

 

 

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